Padre
Slavko ha scelto la santità
INTERVISTA a Marija
Pavlovic del 15 gennaio 2001, a Medjugorje
Marija, quale ruolo ha
svolto Padre Slavko nella tua vita?
E' difficile descriverlo a parole. Non è nemmeno chiaro a me
personalmente, perché sono ancora turbata dalla sua morte improvvisa. Le
emozioni prevalgono. Per me è stato un vero shock. Padre Slavko
ha significato tanto per me. Per anni è stato il mio padre
confessore ed anche mio amico, fratello, qualcuno su cui potevo contare. Con
lui parlavo delle mie questioni più personali. Ogni volta in cui penso che non
è più tra noi, i miei occhi si riempiono di lacrime. E' difficile
parlare di qualcuno che noi veggenti
abbiamo amato tanto, anche se spesso avevamo idee contrarie. Quando sono
iniziate le apparizioni, eravamo bambini. Avevamo
ancora bisogno di giocare, ma allo stesso tempo anche il bisogno di accrescere
i nostri valori spirituali. In lui abbiamo trovato un amico, uno che ha anche
giocato con noi, che ci ha aiutato ed insegnato a pregare.
Subito dopo la morte
di Padre Slavko, hai ricevuto un messaggio in cui è
stato fatto il suo nome.
II messaggio, dopo lo shock, è stato per noi come un
sollievo per la nostra ferita.
Noi abbiamo conosciuto Padre Slavko
molto bene e ringraziamo Dio per averci permesso di vivere insieme a lui. Quando ora penso a Padre Slavko, ringrazio Dio per lui.
Hai anche visto Padre Slavko durante l'apparizione o hai parlato di lui con la
Madonna?
La Madonna mi ha dato il messaggio il 25 novembre ed ha
detto che Padre Slavko è in cielo ed intercede per
noi. Poi non ha detto altro.
Ci puoi
raccontare ancora una volta cosa ha detto la Madonna nel messaggio su
Padre Slavko?
La Madonna ha dato prima il messaggio, poi ha detto che
Padre Slavko è in cielo e lì intercede per noi.
Tutto qua, anche se ci saremmo aspettati che venisse a Natale
con Padre Slavko o con il Bambino Gesù
insieme a Padre Slavko.
Con il messaggio del 25 novembre ha parlato di lui in modo
quasi solenne. Per me è stato un uomo che ha vissuto i messaggi della Madonna
con coerenza, che ha scelto la santità ed è cresciuto nella santità.
Non si è mai dato importanza. Quando talvolta gli abbiamo
fatto dei regali che sapevamo avrebbe gradito e di cui comunque
aveva bisogno, come per esempio un paio di scarpe da tennis per salire sulla
collina delle apparizioni o sul Krizevac, egli ha
quasi sempre dato i regali ad altri tenendo per sé poche cose. Egli ha vissuto
da vero sacerdote e francescano, provando gioia per le piccole cose, come una
piccola candela o una tavoletta di cioccolata.
Aveva sempre la risposta giusta. Quando
gli ho regalato della cioccolata, egli mi ha detto scherzando: Mi fai questo
regalo perché io diventi più dolce, vero?
Con queste piccole cose umane e semplici egli era quasi come
un bambino.
Ha dormito poco, solo due o tre ore per notte. Ed erano per lui sufficienti.
A Medjugorje sono giunti sempre
pellegrini, soprattutto d'estate. Da giovane sacerdote ha confessato molti
fedeli e talvolta né io né lui avevamo tempo per le
nostre confessioni personali. lo stessa ho cercato di
procedere alla confessione ogni mese, ma spesso l'ho fatto ogni settimana o in
occasione di una novena. Spesso ci siamo recati insieme sulla collina delle
apparizioni e ricordo volentieri i momenti trascorsi con lui.
Invece di andare a letto, all'una di notte mi mettevo le
scarpe da tennis e mi recavo insieme a lui sulla
collina delle apparizioni. Talvolta c'erano anche altri sacerdoti o amici. Non
si parlava molto, ma in primo piano c'erano la preghiera ed una profonda
esperienza divina che per me significavano una grande
crescita spirituale.
Quando Padre Slavko
si recava sulla collina delle apparizioni o sul Krizevac,
era quello il momento in cui si rivolgeva direttamente a Dio.
Ricordo volentieri le sue visite in casa nostra. Egli
parlava con noi dei nostri problemi e delle gioie familiari. I miei amici erano
anche i suoi amici. Egli era parte della nostra famiglia.
Quando giungevano nuove comunità o
sette a Medjugorje, egli era sempre pronto ad
ascoltarle e cercava di avvicinarle al Cristianesimo. Egli spiegava loro che Dio è più grande di chiunque altro.
A coloro che volevano avviare qualcosa di nuovo nella
Chiesa, egli non ha mai detto: Andate via, non ho tempo per voi. Era sempre
disponibile ad incontrarli. Ho conosciuto personalmente molti per i quali egli
era un modello da seguire. Anche costoro hanno
confermato che egli li ascoltava e parlava con loro.
Ricordo una volta che era molto
triste ed io gli chiesi cosa avesse. Egli rispose che un giovane con problemi psichici si era suicidato e che lui ne era rimasto così colpito che non
riusciva a fare niente. In quell'occasione mi resi
conto che per lui ogni persona che incontrava era importante. Egli, infatti, mi
aveva risposto con un tono così triste come se si fosse trattato di suo
fratello.
Inoltre, quando noi veggenti abbiamo avuto problemi talvolta
con il vescovo o i sacerdoti, egli ha sempre detto: Noi vinceremo. La Madonna è
più forte di qualsiasi problema e di tutti coloro che
non credono, perché la Madonna ha i suoi piani.
Quando era attaccato personalmente,
diceva: Non è importante che io sia criticato, ciò che importa è che a voi vada
tutto bene.
Noi gli abbiamo risposto: Padre Slavko,
tu sei solo, noi siamo sempre in sei. Egli però ha sempre messo
in evidenza il nostro significato e ci ha sempre spronato.
Ricordo che, quando la nostra famiglia voleva dedicarsi in
maniera particolare al cuore di Gesù o al cuore di Maria con un sacerdote, egli lo faceva sempre molto
volentieri.
Egli ha sempre fatto proprie le nostre piccole idee, come
per esempio i nostri pensieri sulla preghiera. Per lui le nostre piccole idee
erano ricche di significato. Egli le rielaborava migliaia di volte. Anche quando per noi si trattava solo di piccole idee, per
lui erano uno stimolo, importanti e valide.
E' difficile parlare di lui, di un uomo così dotato ma anche
molto modesto. Innanzitutto egli era innamorato della Madonna. Ricordo come
fosse quasi sempre presente alle apparizioni e ci
chiedeva: Qual è l'aspetto della Madonna questa sera?
Egli voleva conoscere sempre i dettagli che per lui avevano
un grande significato. Egli non ha mai detto: Cos'ha
ancora la Madonna da dirci, ma per lui tutto era importante, ogni sorriso della
Madonna .... . Era curioso di sapere tutto di lei.
E' accaduto che non gli chiedessimo subito un consiglio
quando si accumulavano gravi problemi, e quando qualcuno di noi cominciava a piangere egli diceva scherzando: Dobbiamo
prendere due fazzoletti o solo uno? In quel momento ci rallegravamo, ridevamo e
dicevamo: Va tutto bene. Queste osservazioni scherzose erano per noi tutti uno stimolo a non perdersi d'animo.
Ricordo l'ultimo dell'anno del 1982. Egli lavorava da poco a
Medjugorje. Egli voleva che pregassimo insieme a Medjugorje. C'erano in tutto 15-20 persone radunate intorno
alla chiesa. Egli disse: Entriamo dentro a pregare! E' stata la nostra prima
preghiera in comune per il nuovo anno. Ci riunimmo intorno all'altare e
celebrammo insieme la santa messa su suo invito. Oggi attendere il nuovo anno
in chiesa è diventato un simbolo a Medjugorje.
Egli ha avuto tante altre idee, ma non ha mai detto che
erano sue idee. Diceva: Tutto viene dallo Spirito Santo e lo diceva con una
tale serietà che noi eravamo
consapevoli che ciò che diceva proveniva
effettivamente dallo Spirito Santo.
Alla frequente domanda dei fedeli se avesse
visto la Madonna, rispondeva: Grazie a Dio non l'ho vista. Tutti credono
che io l'abbia vista ma che non l'ho detto a nessuno.
Spesso abbiamo scherzato su questo fatto.
Circa quattro giorni prima della sua morte gli ho chiesto di essere presente ad ogni 25 dei mese, poiché i messaggi
erano per lui sacri. Egli li ha sempre tradotti in tutte le lingue in modo che
non fosse cambiata nessuna parola. Ha scritto personalmente ogni singola
virgola.
Per lui anche nella traduzione le parole della Madonna erano
molto importanti. Ha vissuto i messaggi in semplicità e nell'amore ed era
convinto che la Madonna appare e che quindi le parole
erano proprio sue e non mie o di un altro veggente. Egli le accoglieva con
umiltà e profondo rispetto. L'ho vissuto
personalmente.
Per questo gli ho chiesto, tre o quattro giorni prima della
morte, di essere sempre presente. Mi ha detto: Non ti preoccupare se non ci
sono, Padre Ljubo (il nuovo cappellano di Medjugorje) sarà presente. Padre Ljubo
Kurtovic è proprio un brav'uomo,
un uomo di preghiera. E per Padre Slavko
ciò era molto importante.
Come se avesse presagito che il suo tempo stava per finire.
Le parole di Padre Slavko su Padre
Ljubo sono oggi per me molto importanti.
Marija, grazie per l'intervista!